Con la sconfitta incassata ieri pomeriggio all’Hallenstadion contro gli ZSC Lions (6-1), il Lugano è definitivamente stato risucchiato in classifica nel gruppone di sei squadre (Davos, Zugo, HCL, Bienne, Ginevra, ZSC Lions) che, comprese in cinque punti, occupano le posizioni dal secondo al settimo rango.

Le prestazioni e i risultati dei mesi di settembre, ottobre e novembre avevano consentito a Chiesa e compagni di navigare nella “business class” del posto d’onore dietro alla corazzata Berna, peraltro battuta anche a due riprese dagli uomini di Ireland.

Per i giocatori e lo staff, ma anche per i tifosi e i mass media si tratta ora di cambiare paradigma. In altre parole, tutto va riconquistato. E al di là del fondamentale percorso di crescita che dovrà portare la squadra verso la fase finale del campionato, ogni punto e ogni partita riacquistano enorme valore.

Si dice sempre che il derby sfugge ad ogni pronostico ed è il regno delle pure emozioni. Ecco, due sfide di campanile in 48 orepotrebbero rappresentare un tornante importante per far uscire i bianconeri dalla spirale negativa in cui sono caduti da inizio dicembre. A patto di affrontarle con grinta e determinazione ma anche con lucida razionalità.

Prima della pausa per i Giochi Olimpici, tra il 5 gennaio e il 3 febbraio il programma prevede ancora dodici gare di regular season: cinque alla Resega e sette in trasferta. L’obiettivo per il Lugano dev’essere quello di ritrovare quel carattere, quella personalità e quel sistema di gioco che, per la prima volta da parecchie stagioni, gli avevano consentito di vivere un autunno stabile e sereno.